“Scellerate velleità classificatorie”- Blogosfera

Dopo università e videogames chiudiamo la rassegna degli ambiti a cui ho applicato (rispetto ad alcuni aspetti) il “tag” in epigrafe: la blogosfera.
Di recente a seguito di un’aspra polemica ha chiuso Blogbabel, famoso motore di ricerca per blog contenente anche una classifica dei “migliori” blog italiani.
La tendenza classificatoria stavolta si manifesta nella creazione di una sorta di gerarchia dei blog nazionali, non attiene dunque al discorso sulla riduzione della complessità che abbiamo affrontato nei precedenti post (se non in parte alla polemica sulla classificazione dei videogame).
Costruire scale di valori per classificare qualcosa ci è in qualche modo innato e molto spesso genera forti competizioni e gelosie tra i partecipanti alla bagarre; devo dire che il caso blogbabel è una buona manifestazione di questa dinamica che qualche volta, nelle modalità con cui si concretizza, risulta essere alquanto grottesca. La singolarità e l’interesse che suscita l’avvenimento si coglie se si pensa che la blogosfera (idealmente intesa) si è sempre fatta portatrice di una filosofia ben diversa dalle logiche che hanno portato allo scontro tra i creatori del portale (a tutti gli effetti parte attiva della blogosfera) e alcuni blogger. Parole come condivisione e partecipazione sono sicuramente il leit motiv della loro vision ma allora, una volta che tutto questo è venuto meno, che cosa ha portato molti a porsi la fatidica domanda: la blogosfera è realmente collaborativa?
Io me lo spiego col fatto che detta in questo modo la domanda sia posta male, nel senso che si riduce a una community orientata da una filosofia e degli scopi comuni un’entità sociale decisamente più eterogenea (e difficilmente definibile) e non necessariamente (o non totalmente) orientata dagli stessi principi che a molti piace pensare essere condivisi da tutti.
La blogosfera è a mio avviso manifestazione di una socialità eccessivamente idealizzata e che andrebbe ricollocata in una visione un attimino più realistica per quanto meno affascinante.
Le problematiche emerse non sono solo incidenti di percorso, tant’è vero che possiamo facilmente rilevare una forte (e annosa) criticità che da un punto di vista diverso sostiene la mia ipotesi: quanto è autoreferenziale (e chiusa) la blogosfera ?
imho? non poco (per usare un eufemismo)
chiudo con la saga (piaciuta?), dal prossimo post si cambia registro : )