Euristiche per l’osservazione

Vi interessa la comunicazione? Volete conoscere tutto lo scibile su di essa?
Questo esercizio può aiutarvi e può anche risultare divertente oltre che interessante.
Il segreto è cercare di isolare sistemi di significazione che contribuiscono a veicolare un messaggio. Non vi proporrò un canovaccio preciso, ma giusto qualche esempio per invitarvi a provare e sperimentare le vostre varianti sul tema:
1) accendete la tv e levate l’audio, state a guardarla per un po’ di tempo senza cambiare canale, osservate i volti delle persone e i movimenti del loro corpo e capirete il ruolo determinante della paralinguistica; notate la posizione nello spazio degli interlocutori e scoprirete l’importanza della prossemica; analizzate “template” e scenografia del programma e vi ritroverete a studiare un sistema di rappresentazione della trasmissione; fate caso al lavoro di regia nell’impostazione delle inquadrature e il cambio delle stesse e avrete un’idea del ruolo fondamentale che la stessa riveste nella creazione di senso del prodotto. Quando rimetterete l’audio e riuscirete a far caso a tutte le cose che prima avete analizzato singolarmente ora tutte contemporaneamente e riuscirete a orientarvi meglio nel mare di comunicazione che ci investe quando guardiamo la tv ogni giorno.
2) passeggiate in giro per il vostro paese/città con degli auricolari nelle orecchie, mettete su della musica ma non ascoltatela; se è qualcosa di ripetitivo o cmq un buon fondo a cui è facile non dare troppa attenzione farà il nostro gioco. In questo caso l’esercizio è osservare l’ambiente che ci circonda avvantaggiati dall’effetto di straniamento che la musica favorisce, in questo caso (un po’ come in quello precedente) il consiglio è di osservare le cose che ci colpiscono di più cercando di analizzarle singolarmente: potreste dare attenzione a delle persone che parlano per strada piuttosto che alle insegne di un negozio… la comunicazione “purtroppo” è pervasiva, una buona euristica per orientarcisi è analizzare le cose che troviamo più singolari e stimolanti.
3) ascoltate radiogame e rendetevi conto di quante musiche emozionanti vi siete persi presi dal livellaggio estremo per rendere più cazzuto il vostro team; cogliete l’occasione per dare un filino d’attenzione in più a quanto possa rendere fantastica l’esperienza di gioco una musica o un effetto sonoro adeguato. La costruzione di senso passa in larga misura anche per queste vie, scoprirlo e apprezzare le modalità con cui questa magia si realizza non ha prezzo… (ok questa è autobiografica : )
per tutto il resto potete usare una carta di credito (coi soldi dentro però… perchè la pubblicità lo dà per scontato? o_o’)
ps. siccome sono un insegnante modello vi segnalerò qualche osservazione o idea scaturita da “esercizi” di questo tipo (non è che ve li propongo e poi me ne sbatto : P, in realtà scaturiscono proprio da alcune pratiche che utilizzo per guardarmi attorno abitualmente)
Aprile 6, 2008 a 10:11 pm
la costruzione di senso è data dalla percezione che le persone si fanno delle occasioni/avvenimenti… se posso vorrei farvi notare un ‘altra cosa… provate ad ascoltare mentre andate per strada un tipo di musica con il vostro ipod …rimandendo fermi a guardare…. il ” vostro contesto”… cambiate il tipo di musica e come per magia tutto quello che state vedendo acquista un altro senso… non so se ho reso l’idea… ma a me personalemte capita molte volte di rifletterci!
Aprile 6, 2008 a 10:56 pm
“la costruzione di senso è data dalla percezione che le persone si fanno delle occasioni/avvenimenti”
esatto, un buon comunicatore deve quindi prevedere le possibili interpretazioni dei destinatari dei messaggi. Conoscere i sistemi di significazione in gioco nei diversi medium è quindi fondamentale, il problema è che si manifestano simultaneamente nel messaggio, per cui comprenderne le dinamiche è tutt’altro che semplice.
Cercare di osservarli selettivamente può essere un buon modo per comprenderne le peculiarità (fermo restando che vanno poi ricondotti a un’analisi olistica del testo)
“provate ad ascoltare mentre andate per strada un tipo di musica con il vostro ipod…”
l’anno scorso quando mi stavo occupano del video per “Think Communication” facevo la stessissima cosa.
Pensavo a ciò che osservavo come a una possibile scena per il video, con la musica sulle orecchie immaginavo come le immagini potessero veicolare messaggi totalmente differenti semplicemente cambiando il brano che ascoltavo. Sicuramente è un altro “esercizio” itneressante : )
Aprile 8, 2008 a 1:29 pm
Noo… bel regalo, Michele.
E complimenti per la divulgazione che fai su questo tema in cui siamo immersi costantemente.
Aprile 8, 2008 a 3:11 pm
Grazie a te Mario,
piccolo tributo allo straordinario lavoro che fai per regalarci quello straordinario viaggio nelle musiche dei vg che è radiogame : )
Giugno 24, 2008 a 4:52 pm
Articolo molto interessante che rileggo con piacere.
Peccato che la pubblicazione degli articoli sia stata sospesa; offrivano degli spunti davvero interessanti.
Mi auguro che riprenda presto.
Psicologica-Mente
Giugno 24, 2008 a 9:32 pm
Non mi permetterei mai di lasciare un lettore scontento, tanto più che mi pare provenga da un lido decisamente interessante : )
La ripresa delle pubblicazioni è imminente, scusami la “fase di assestamento” prolungata ; P