Vedendo dei video di Elio e le Storie Tese su youtube sono incappato su questa puntata del dopofestival (Sanremo 2008):
Certe perle te le perdi per strada, poi però é un piacere scoprirle anche postume.
Dopo un’attenta analisi del testo sono riuscito a decifrarlo e quindi a svelare la grandezza e l’intensità dell’opera anche ai meno raffinati e sensibili (come quelli che nel video la sminuiscono e la deridono).
“A chi dice che non sei normale
tu non piangere su quello che non sei“
va letto come:
“non piangere a causa dell’immagine di normalità che le persone non verificano su di te“
oppure parafrasando:
“le persone che ti dicono che non sei normale non devono farti star male facendoti pensare alla loro immagine di normalità (“quello che non sei”)“
Questa la prima frase, dotata di ineffabile follia semantica e ritmo traverso.
Andiamo oltre.
“Se il cuore batte forte dà vita a quella morte che vive dentro te.“
va letto come:
“con l’intensità delle tue emozioni darai vitalità ai sentimenti negativi che provi“
In questo caso l’ossimoro della “morte viva” é solo apparentemente banale e dialoga con il precedente “dà vita” in un intreccio ricorsivo di significato che destabilizza ma allo stesso tempo affascina.
Il video non offre tanti altri spunti interessanti, il testo tuttavia é ricco di ulteriori altezze più che degne di nota.
A titolo di esempio vi suggerisco nel primo verso un chiaro rimando all’equivoco identità di genere / orientamento sessuale nel riferimento al trucco rimasto sul letto e alla volontà dell’amico di somigliare a una donna (la cantante, nella fattispecie) e amare come lei. Il tema quì viene affrontato con manifesta chiarezza, quasi neorealistica.
Magnifico… lascio a voi il piacere di trovare gli altri motivi di riflessione e approfondimento dell’opera:
“Il mio amico che non dorme mai di notte
Resta sveglio fino a quando fa mattina
Con il viso stanco e ancora un po’
Di trucco lascia
I sogni chiusi dentro ad un cuscino
Il mio amico ha molta luce dentro gli occhi
Per guardare chi non c’è
Fa di tutto per assomigliarmi tanto vuole amare come me
Ma poi si chiude dentro di sé
Il mio amico s’incammina per la strada
Fa un accenno e ti saluta col sorriso
Nel suo sguardo attento e un poco malizioso
Per avvicinarsi trova mille scuse
Il mio amico avvolto dentro l’amarezza
Mi fa tanta tenerezza
Anche quando nasce l’alba più sicura
Poi di notte gli regala la paura
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Dimmi che male c’è
Se ami un altro uomo
Se il cuore batte forte
Dà la vita a quella morte che vive dentro te…
Il mio amico cerca un nuovo fidanzato
Perché l’altro già da un pezzo l’ha tradito
Dorme spesso accanto a me dentro al mio letto
E si lascia accarezzare come un gatto
Il mio amico mi confida le sue cose
Anche quelle che non sa
Poi mi guarda mentre spegne il suo sorriso
Spera sempre in quell’amore che non ha
Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio
Dimmi che male c’è
Se ami un uomo come te
Se il cuore batte forte
Dà vita a quella morte che vive dentro te…“
Di seguito una foto sufficientemente melensa che si sposa bene con il testo ma soprattutto mi permette di avere una thumb nel condividere su facebook il link a questo articolo.

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