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Ci sarebbero così tante cose da dire che è meglio non dire niente.
Ne parliamo “a freddo” un po’ più avanti.

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Paradigm Shift

Paradigm ShiftPhoto credit: askpang

 

 

 

 

Paradigm shift“, il cambio di paradigma per il quartetto John Petrucci, Mike Portnoy, Tony Levin e Jordan Rudess è una sparata di sedicesimi a 200 bpm.

Bravi, interessante il loro (liquid tension) experiment, ma le innovazioni in comunicazione raramente si verificano in questo modo (leggi: dirompente, improvviso, rapido, impattante).
Questo non significa che non si verifichino, anzi, in questi ultimi tempi ne stiamo vivendo una importantissima in prima persona.
Eppure lo shift ce lo siamo dovuti inventare quasi “di sana pianta”, con una formula, un tag appiccicato a una cosa che conoscevamo già e che abbiamo assurto a nuovo paradigma, una nuova filosofia che indirizzasse l’utilizzo di strumenti già noti: il web 2.0.
(un tag) Talmente figo, così dannatamente cool da conoscere una fortuna straordinaria, in qualche modo “disruptive”, “new” o qualsiasi altra parola inglese possiate usare per mascherare poca sostanza.
Ma attenzione: “in qualche modo”, e a voler esssere precisi nel modo in cui può esserlo qualcosa che fa tendenza, che genera mode e colpi di fulmine, roba passeggera, che vive della leggerezza di cui si alimentano le novità del momento.
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Bellissima foto dal canale flickr della Casa Bianca.

Oltre che per condividerla la posto per provare la funzione di collegamento di Flickr con WordPress ; )

Videogames @ Sdc

crazy-sackboy2

Copio parzialmente l’introduzione dall’articolo (scritto da gamer per videogamers) pubblicato su Ars Ludica:

Mercoledì 04/03 nella facoltà di Scienze della Comunicazione (università “Sapienza”di Roma) si è svolto un evento dal titolo “Social networks, game & businnes”, titolo altisonante per presentare una ricerca finanziata da Sony e commissionata all’università per indagare sul rapporto tra il videogioco e il social networking e le possibilità di business che questo binomio può suggerire.

continuo nel commento qui (da gamer e studente di comunicazione a un pubblico non meglio definito…):
che l’università si accorga del nuovo medium per eccellenza e inizi a porsi qualche domanda (seppure su commissione) sullo stesso non può che essere un segnale incoraggiante.
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L’antefatto:

La risposta (chi condivide può sottoscrivere anche nei commenti a questo post):

La lettera è stata spedita alle seguenti redazioni:
Repubblica (redazione dell’edizione cartacea e web), Corriere (redazione cultura dell’edizione cartacea e redazione web), Sole 24 ore, La Stampa, Gazzetta del Mezzogiorno, Unità, Liberazione, Panorama, L’Espresso, Il Manifesto, Il Foglio, Avvenire, Libero, Libero.it, Quotidiano.net, Metro, Giornalettismo.com, Repubblicadeglistagisti.it, Ccsnews.it,

la stiamo inviando ad altre redazioni e ad alcuni blogger, man mano che lo faremo aggiorneremo questa lista.
Se avete qualche idea su qualche altra testata/sito/blog a cui inviarla contattatemi (un messaggio personale va benissimo) e provvederò a inviarla personalmente (con il testo standard che ho inviato alle altre redazioni).
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alloro-tesi

Anzi, sulle discussioni delle tesi di triennale (e non) dato che ci siamo.

Sono passate due settimane dal 20 ottobre e già mi sembra un secolo; sicuramente abbastanza da commentarla a freddo e avendoci riflettuto un po’ su.
Innanzitutto sono rimasto positivamente colpito dall’attenzione riservata al mio lavoro, il fatto che fosse un progetto sperimentale e avesse previsto la realizzazione di un dvd ha riscosso più successo del previsto. E’ stato però un “successo” mascherato da facce al limite tra il curioso e il basito per la particolarità della tematica e una forse eccessiva disinvoltura nel presentarlo, in ogni caso non voglio entrare nel merito del mio lavoro, c’erano cose altrettanto interessanti da notare.
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Disclaimer: mamma e papà, non avete motivo di preoccuparvi, il titolo è un gioco di parole, in caso contrario (anzi, neI casI contrari) non ci sarebbe davvero niente per cui stare in pensiero, ma si sa come vanno queste cose…

Sopra: il logo del progetto di tesi sul transessualismo e il mercato del lavoro che ho realizzato. La tesi è composta da un dvd e una parte scritta. Di seguito la conclusione di quest’ultima, presto cercherò un modo per pubblicarla online, intanto se vi va di farci un salto “discuto” lunedì 20 alle 10:30 in via Salaria (centro congressi):
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